IL VERSETTO

Gesu' e' la Via, la Verità e la Vita; nessuno va al Padre se non per mezzo di Cristo.

sabato 22 marzo 2014

BIBBIA E SCIENZA: CITAZIONI PER RIFLETTERE

" In principio Dio creò..." (Genesi 1:1)

<< Se i nastri DNA di un uomo-di uno solo-venissero collegati uno di seguito all' altro, potrebbero circoscrivere tutto il Sistema Solare >>

Prof. Francis Crick
Premio Nobel per la Medicina nel 1962

La ricchezza del corpo umano sta nella quantità e complessità dei suoi elementi.
Come una grande azienda con tanti dipendenti e macchinari ha bisogno, per funzionare bene, di qualcuno che la dirige, così anche il corpo umano, esempio di meravigliosa complessità efficiente, è governato in modo intelligente.

Gli innumerevoli processi biochimici che avvengono ogni giorno nel nostro organismo non sono diretti da ingegneri chimici, ma sono comunque il risultato di una "regia straordinariamente intelligente".

Qualcuno potrebbe dire: " Beh, il cervello sa ciò che deve fare! ". Il punto di domanda che io pongo é: " Chi ha istruito il cervello? Chi gli ha dato il progetto di vita che esegue ogni giorno? ".










RIFLESSIONI BIBLICHE: "STO ALLA PORTA E BUSSO"

Apocalisse 3:20 (NR06)
"Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me."

Mi colpisce molto immaginare Gesù che scende dal suo trono e viene alla nostra porta.
Riesci a pensare ad una persona molto importante nella nostra società che lascia il suo posto e viene alla nostra porta?
Gesù non si limita ad attendere che noi gli apriamo l' uscio, ma bussa!
Se chiudi gli occhi e rifletti sul fatto che Gesù, la Persona più potente dell' universo, è alla tua porta e sta bussando perchè tu lo accolga in casa tua, allora puoi notare la sua grande umiltà e profondo interesse per te.
Se leggi attentamente il testo biblico, il Signore usa anche la voce per chiamarti (molto probabilmente pronuncia proprio il tuo nome). Desidera tanto che tu ti accorga che ti sta chiamando, proprio mentre la tua porta è chiusa.
Se apri, Egli non se ne starà fermo sulla soglia, ma entrerà in casa tua e vorrà condividere un pasto con te.
Notiamo come le azioni di Gesù siano via via più profonde: 1) stare alla porta; 2) bussare; 3) chiamare; 4) entrare; 5) cenare.

Però è doveroso, secondo me, sottolineare che non solo il Maestro vuole stare con te, ma vuole anche che tu stia con Lui ( "...e cenerò con lui ed egli con me" ).
Non è da sottovalutare questo aspetto: Gesù desidera che anche tu sia felice di accoglierlo e di stare con Lui.
Ascoltiamo la sua voce e facciamolo entrare nella nostra vita. Non solo faremo felice Lui, ma saremo felici anche noi, se veramente lo facciamo "entrare".

sabato 15 marzo 2014

IL SICOMORO DI ZACCHEO



Vangelo secondo Luca 19:1-4 (NR06)
"Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Un uomo, di nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura. Allora, per vederlo, corse avanti e salì sopra un sicomoro, perché egli doveva passare per quella via. Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: «Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua». Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia."

Il sicomoro è un albero imponente che può raggiungere i 20 metri di altezza ed anche 6 metri di larghezza. Era molto diffuso in quelle terre in cui Gesù operava.
Zaccheo, un uomo piccolo di statura, voleva vedere Gesù e decise di salire sopra un grande albero, la cui altezza gli avrebbe consentito di superare l' ostacolo della folla.

La domanda è: come ha potuto un uomo così piccolo arrampicarsi su un albero così grande?

La risposta sta nel fatto che una delle caratteristiche di questo albero è di avere i rami più bassi abbastanza vicini al suolo.

Il sicomoro rappresenta un' opportunità per Zaccheo: la possibilità di vedere Gesù e di incrociare il Suo sguardo, per poi passare del tempo con Lui.

Zaccheo rappresenta quelle persone desiderose di incontrare e conoscere il Signore e che non si abbattono davanti agli ostacoli (rappresentati nel testo biblico dalla folla e dalla piccola statura); sono persone che vedono un' opportunità, per avvicinarsi a Cristo, e la sfruttano (Zaccheo sfrutta la presenza  del grosso e alto albero). Il dettaglio per me importante è che i sicomori nella zona di Gesù erano molto diffusi, quasi a voler dire che le opportunità per incontrare Cristo sono molte. Dobbiamo, come Zaccheo, sfruttare le occasioni e le circostanze che ci possono avvicinare al nostro Signore. Egli vuole fermarsi a "casa nostra" e non vede l' ora che noi lo accogliamo con gioia.
Gesù dice a me e a te che oggi vuole fermarsi a casa nostra. Siamo pronti ad accoglierLo con gioia?


sabato 8 marzo 2014

L' AMORE E IL CORAGGIO DI GESÙ

Vangelo secondo Marco 5:1-20 (NR06)
<< Giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato neppure con una catena. Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state da lui rotte e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percuotendosi con delle pietre. Quando vide Gesù da lontano, corse, gli si prostrò davanti e a gran voce disse: «Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi». Gesù, infatti, gli diceva: «Spirito immondo, esci da quest’uomo!» Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Ed egli gli disse: «Il mio nome è Legione, perché siamo molti». E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese. C’era là un grande branco di porci che pascolava sul monte. I demòni lo pregarono dicendo: «Mandaci nei porci, perché entriamo in essi». Egli lo permise loro. Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si gettò giù a precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare. E quelli che li custodivano fuggirono e portarono la notizia in città e per la campagna; la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. Vennero da Gesù e videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono. Quelli che avevano visto raccontarono loro ciò che era avvenuto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi cominciarono a pregare Gesù che se ne andasse via dai loro confini. Com’egli saliva sulla barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. Gesù non glielo permise, ma gli disse: «Va’ a casa tua dai tuoi e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te». Ed egli se ne andò e cominciò a proclamare nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatte per lui. E tutti si meravigliavano. >>

Ciò che mi colpisce molto di questo brano è il grande coraggio, evidentemente dettato dal grande amore, da parte di Gesù nei confronti di quello "spaventoso" indemoniato.
Proviamo ad immaginare un uomo che abita nei sepolcri, fisicamente molto forte ed anche pericoloso per gli altri. Avevano provato più volte a legarlo con le catene, ma riusciva a spezzarle. Immaginiamolo mentre urla e si percuote con delle pietre, di continuo, giorno e notte. In poche parole: una furia capace di terrorizzare chiunque!

I versetti biblici che ho riportato più su raccontano che l' indemoniato, vedendo Gesù da lontano, gli corse incontro.
Come reagiamo noi davanti ad una "furia scatenata" che ci viene incontro correndo, di cui sappiamo, tra l' altro, che ha una forza in grado di spezzare le catene?
Non mi risulta che Gesù abbia provato a scappare o abbia cercato di evitarlo.
Il Maestro era pronto a "incontrare" anche quell' uomo, evitato da tutti, perchè sapeva che aveva bisogno della guarigione divina.
Gesù non indietreggia, anzi lo aspetta e affronta il male che lo tormentava.
Quell' uomo era posseduto da circa duemila spiriti immondi e fu liberato, grazie alla forza di Gesù Cristo, da quelle catene spirituali che non era riuscito a spezzare con la sua forza fisica.
Mi colpisce anche il fatto che le persone fossero impaurite, vedendo l' uomo tranquillo e sano di mente, dopo l' intervento coraggioso e pieno di amore del Signore.

Dobbiamo avere anche noi il coraggio, e soprattutto l' amore, per potere affrontare anche situazioni e/o persone difficili. 

L' indemoniato rappresenta qualcosa di veramente complicato, da cui non dobbiamo scappare.

Ci possono essere "indemoniati", persone "intrattabili" che fanno "paura", intorno a noi che hanno bisogno del nostro coraggio e del nostro amore, affinchè possano tornare a essere persone sane e felici. Una volta guarite, queste donne e questi uomini possono raccontare le grandi cose che il Signore ha fatto per loro.

Il Signore ci dia la forza spirituale e la capacità di affrontare le situazioni, anche le più ardue!

sabato 1 marzo 2014

RIFLESSIONI BIBLICHE: SUBITO DOPO IL PECCATO DI EVA E ADAMO

"Dio il Signore chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»" (Genesi 3:9 (NR06))

"com’è scritto: <<Non c’è nessun giusto, neppure uno.>>" (Lettera ai Romani 3:10 (NR06))

Subito dopo avere peccato, Adamo viene interrogato dal Signore, il quale si rivolge alla sua creatura caduta con la domanda " dove sei ? "; il Creatore non gli chiede " che cosa hai fatto ? ".
Nonostante il Signore disapprovi il peccato, Egli, subito dopo la caduta di Adamo ed Eva, non si rivolge alla sua creatura ribelle con la domanda " che cosa hai fatto ? ", ma gli chiede piuttosto " dove sei ? ".

La preoccupazione primaria del Signore è sapere dov'è Adamo, non che cosa ha fatto.

Questo approccio da parte del Signore suggerisce che per Dio è piu importante il peccatore rispetto al peccato.

Dio chiederà in un secondo momento ad Eva: " Che hai fatto ? ".

Anche noi, che siamo a nostra volta peccatori, quando ci troviamo alle prese con azioni sbagliate compiute da persone, dovremmo chiedere al Signore quella forza spirituale che ci aiuta a separare il peccato dal peccatore; che ci spinge a rifiutare l' errore e a cercare chi l' ha commesso; che ci costringe a condannare la ribellione e a cercare di recuperare il ribelle.

Dovremmo imparare da Dio a trattare nella giusta maniera i peccati e i peccatori, ricordando che anche noi siamo peccatori. 

Quando vogliamo riprendere qualcuno per un suo comportamento scorretto, abbiamo una opportunità: di aiutarci gli uni gli altri ad abbandonare i nostri rispettivi peccati.




DIO È AMORE

A volte sentiamo la classica domanda " che cos'è l' amore ? ", senza pensare che l' interrogativo più corretto sarebbe " chi è l' amore ? ", anzi, se vogliamo esser pignoli, il quesito da porre dovrebbe essere " Chi è l' Amore ? " ( C e A maiuscole ).

La risposta all' ultimo interrogativo ci viene offerta dal seguente testo biblico:

"Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore." (Prima lettera di Giovanni 4:8 (NR06)).

L' Amore, dunque, è una Persona Vivente, è l' Eterno Dio, il Creatore, il Redentore. L' Amore è Gesù!!
C' é un altro testo biblico che parla dell' amore come di una persona e desidero condividerlo con te:

"L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; {l’amore} non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa." (Prima lettera ai Corinzi 13:4-7 (NR06)).

Un preghiera rivolgiamo al Signore: " Gesù, insegnaci ad amare, metti il tuo amore nei nostri cuori; aiutaci ad amare e perdonare anche i nostri nemici! "